FIRMA LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

giovedì 19 aprile 2018

CONTRO LA MEGA-MACCHINA di Michel Iets

[ 19 aprile 2018 ]

Nel momento in cui i trans-umanisti ci promettono un avvenire nel quale coloro che sono inadatti diverranno gli «scimpanzé del futuro», dove l'imminenza della catastrofe nucleare abita il nostro quotidiano, e gli oggetti tecnici sembrano colonizzare sempre più a maggior velocità le nostre vite. Come pensare la tecnica, allorché la densità, la complessità e la potenza dei suo artefatti va crescendo, e la nostra intimità viene violata da dei dispositivi che spettacolarizzano e rendono mediatica la nostra vita nella sua interezza? A tale domanda, Günther Anders [ nella foto ]sembra poter fornire delle salutari chiavi di lettura e di comprensione.

Günther Stern — che negli anni '30 scelse lo pseudonimo di Anders («l'altro», in tedesco) al fine di nascondere la sua ebraicità — dedico gli anni della sua gioventù all'elaborazione di un'antropologia filosofica detta «negativa», nella quale la libertà è la categoria fondamentale dell'uomo, «abbandonato» nel mondo. Ma ben presto, storicizzando la sua antropologia filosofica, Anders si rese conto che l'uomo non si trova più circondato «da api, da granchi e da scimpanzé, ma da stazioni radio e fabbriche». A partire dall'inizio degli anni '40, comincia a costruire un'opera che considera l'uomo, non più dal punto di vista della natura, ma da quello della tecnica. Di più, egli cerca di pensare la tecnica, anche quando l'uomo - la cui artificialità aumenta - si dota dei mezzi per il suo stesso annientamento. Auschwitz, e poi Hiroshima, rende attuale la coscienza della catastrofe e l'arma nucleare ordina l'avvento della tecno-scienza. L'oggetto di quel che è la sua opera principale, "L'uomo è antiquato" [Bollati Boringhieri, in 2 volumi], diventa allora «lo stato dell'anima la tempo della seconda rivoluzione industriale». A partire dagli anni '40, Anders si domanda in che misura viviamo l'epoca storica che realizza l'obsolescenza dell'uomo attraverso la tecnica, e che diventa una certezza: «Il soggetto della libertà e quello della sottomissione si sono invertiti; le cose sono libere, ed è l'uomo a non esserlo più».

L'essenza della tecnica moderna porta al totalitarismo dell'apparato

È una profonda mutazione antropologica quella che consacra la rottura analizzata da Anders: in questo modo, si passa da un uomo che si evolve su uno sfondo naturale ad un uomo il cui topos è costituito soltanto dagli artefatti che egli stesso ha generato. Questo punto di svolta è causato dall'avvento della tecnica moderna. Secondo Anders, quest'ultima è il prodotto di tre rivoluzioni industriali. La sua visione della rivoluzione industriale si distingue dalla tradizionale storiografia. La prima rivoluzione industriale avviene quando si è cominciato a «ripetere il principio di quello che è meccanico», vale a dire a «produrre macchine attraverso l'utilizzo di altre macchine o, quanto meno a produrre dei pezzi di macchine». Le due rivoluzioni successive non sono altro che delle conseguenze di quel momento fondamentale durante il quale l'uomo, che è il padre della tecnica, lascia che siano le macchine a generare, esse stesse, delle altre macchine. Viene perciò consumata la rottura della filiazione, e da questa rivoluzione nasce una nuova famiglia di macchine. Quindi, ormai, da quel momento in poi, «Ogni merce, una volta acquisita, per poter rimanere utilizzabile, esige l'acquisto di nuove merci» e, a partire da questo, «i nostri bisogni ora non sono altro che l'impronta, o la riproduzione, dei bisogni delle merci stesse».

Il nostro ambiente, così come la nostra stessa vita, è dotato di macchine. Queste macchine, non contente di essere prodotte da altre macchine, per il loro buon funzionamento, necessitano continuamente di nuove macchine. Esse formano perciò una rete interdipendente, la mega-macchina, la quale tende a svilupparsi da sé sola e non ci consente più di poter imporre dei limiti al funzionamento dei nostri oggetti tecnologici. Dopo il 1958, Anders non parla nemmeno più di «famiglia» o di «generazione» di macchine, ma piuttosto di «volksgemeinschaft», che è il termine per mezzo del quale i nazisti definivano quella che è la «comunità del popolo», unita dal sangue e dal suolo. Tale comunità è autonoma, e forma una nuova «nazione» guidata da un medesimo sogno: «Il mondo in quanto macchina, è l'impero millenarista verso cui sono stati rivolti i sogni di tutte le macchine, fin dalla prima». In questo modo, poco a poco, per Anders, si instaura un totalitarismo dei dispositivi. Inoltre, per lui la sua metafora a partire dalla mega-macchina ed il Terzo Reich non ha solo un effetto retorico, poiché «la tendenza al totalitarismo appartiene all'essenza della macchina e originariamente proviene dal dominio della tecnica». La tecnologia moderna perciò non può essere neutrale, dal momento che essa è per sua essenza totalitaria - in quanto totalizzante.

A partire da questo, diventa necessario porre le tre tesi fondanti la filosofia della tecnica da lui sviluppata ne "L'uomo è antiquato", e vedere: «che non siamo in grado di misurarci con la perfezione dei nostri prodotti; che quello che noi produciamo eccede la nostra capacità di rappresentazione e la nostra responsabilità; e che noi crediamo solo quello che ci autorizzano credere - o piuttosto quello che dobbiamo credere, o meglio quello che ci costringono a credere - queste tre tesi fondamentali diventate, purtroppo, più attuali ed esplosive di quanto non fossero allora, a causa dei rischi subiti dal nostro ambiente nell'ultimo quarto di questo secolo». La potenza dei processi della tecnologia moderna è tale da eclissare la nostra capacità di immaginare le conseguenze, rendendo in questo modo obsoleta la responsabilità morale. Questa cecità nasconde ogni azione, che viene assoggettata al nuovo divario esistente fra teoria e pratica. D'ora in poi, l'uomo, dal momento che coltiva una «vergogna prometeica» riguardo la perfezione delle sue creazioni, cercherà di colmare il divario esistente fra di lui ed i suoi stessi prodotti. L'irresponsabilità è alla base di un capovolgimento: quello della tecnica che indossa i gioielli della catastrofe. L'arma atomica consacra il proprio incombere, la storia è arrivata al «termine».

Il mondo della mega-macchina tende a funzionare «come un dispositivo». Nel corso della sua opera, Anders descrive la transizione che c'è stata da un'univesalizzazione della categoria del «mezzo» ad un mondo ridotto ad essere un «universo di mezzi». Il divenire-mondo della mega-macchina è quindi al tempo stesso un divenire-macchina del mondo che persegue il proprio fine: la realizzazione del suo funzionamento perfettamente autonomo ed ontologicamente superiore. Questo è stato reso possibile solo a partire dal fatto che noi abbiamo rinunciato a considerarci come il soggetto della storia. Ci siamo detronizzati a favore dell'unico altro Soggetto possibile della storia, la tecnica, rispetto alla quale noi siamo solo co-storici.

Una tecnica disumanizzante

Per Anders, un mondo puramente tecnico, come quello della tecnocrazia, tende a diventare un «paese della cuccagna»: una terra in cui tutti i nostri bisogni verranno istantaneamente soddisfatti. L'eredità della sua antropologia filosofica fonda l'uomo sulla sua capacità di creare il suo mondo per poter rispondere alle necessità del bisogno. Da quel momento in poi, il divenire dell'anima avviene nel contesto di una tecnocrazia che rincorre la sazietà e l'asservimento. Il tempo ed il mondo, in questo paese della cuccagna, dove la noia regna sovrana, languiscono. Ma l'uomo non rimane immobile, poiché resta sottomesso agli imperativi tecnici della produzione, che si rinnovano continuamente, ai quali è chiamato ad adattarsi. Lo stare-insieme che ha maggior importanza, ora consiste nello stare-con le macchine e con i prodotti. Il prezzo che c'è da pagare per un mondo confortevole, consiste in una dipendenza assoluta nei confronti della tecnica, verso il suo modo di essere ed il suo fine. L'anima è stata corrotta dalla tecnica. Tuttavia, siamo incatenati ad un movimento perpetuo, poiché il ritmo che ci viene imposto dalla produzione è troppo rapido per quella che è la nostra condizione umana. Se l'uomo biologico ha accettato la sua propria reificazione, questo è il motivo per cui è in ritardo, sempre nel posto sbagliato. Eppure, egli continua a perseguire sempre un adattamento impossibile, e si condanna, vergognandosene, a non poter mai arrivare ad un qualsiasi completamento.
A partire dalla fine della seconda guerra mondiale, l'idea dell'adattamento perseguiterà Anders. La trarrà a partire da una critica radicale del paradigma cibernetico, che postula il comportamento adattivo come una delle sue chiavi di volta, e che fonda anche l'autonomizzazione della tecnica. Per i primi cibernetici, l'obiettivo è quello di ridurre la differenza ontologica che costituisce la nostra modernità fra l'uomo, l'animale e la macchina, e che li concepisce tutti come se fossero dei sistemi con un comportamento adattivo. Wiener, uno dei padri della cibernetica, sosteneva che «la maggior parte dei tipi di comportamento sono identici sia nelle macchine che negli organismi viventi». Di conseguenza, il cervello non è altro che un meccanismo di comando che permette al sistema umano di adattarsi al suo ambiente. L'uomo, in quanto macchina cibernetica, è il primo sistema di controllo. La cibernetica, che nasce ufficialmente nel 1948, riscuote velocemente un immenso successo e va oltre le sfere delle cosiddette scienze "dure" dalle quali è nata. I primi cibernetici raccomandano di fare ricorso all'ingegneria umana, lo «Human Engineering», per mettere il funzionamento della società sui binari del progresso - l'efficace amministrazione dell'informazione. Anders vede nell'«Human engineering» l'avvento di un mondo artificiale che polverizza i limiti dell'uomo. Pertanto, lo vede come lo strumento principale per realizzare il programma cibernetico. Se la tecnica non ha più nulla di umano, le scienze ingegneristiche, ma anche la psicologia, si sforzano di trasformare l'uomo in modo da superare la sua imperfezione originale e potere alla fine «sottomettere la propria natura psichica» che è diventata ormai un peso morto.
Ogni sperimentazione fisico-tecnica sui limiti dell'uomo realizza «la diserzione ed il passaggio nel campo degli strumenti». Mossi dalla vergogna prometeica, i cibernetici concorrono a realizzare il solo sogno dell'uomo, quello di diventare una macchina. Secondo Anders, in seguito allo sconvolgimento cibernetico (che definisce anche come inversione taylorista), l'uomo non è più l'agente autonomo dei suoi strumenti. Sembra piuttosto che la tecnica trascenda il suo status originale di strumento. La nostra condizione si sposta: l'uomo diventa l'oggetto - l'elemento atomizzato - di un universo di macchine sempre più autonome, e marcia verso la propria disumanizzazione. Si tratta della dialettica della tecnica che si incarna nelle rivoluzioni industriali, dove ogni cosa si trasforma in mezzo. La terza rivoluzione industriale consacra la trasmutazione dell'uomo in «materia prima» e l'obsolescenza del soggetto razionale che avrebbe potuto essere. L'ideale tecnico è quello che non venga più lasciato niente di inutilizzabile, e quindi di inutilizzato.
Come asserisce Anders nel corso della sua critica della tecnica, «il futuro è già cominciato». E, soprattutto, la tecnica funziona a partire dalla famosa legge di Gabor: «ciò che può essere fatto deve essere fatto, ineluttabilmente». Se il suo modo di essere, è quello dell'espansione, egli considera come il divenire-macchina del mondo sia il programma che segue in tutto e per tutto la logica della mega-macchina. Ma, dal momento che l'obsolescenza colpisce le tradizionali capacità della nostra comprensione, noi rimaniamo ciechi di fronte alle tendenze già in atto. Ecco perché ormai è solo l'immaginazione che permette di interpretare in maniera acuta l'orientamento dell'epoca. L'autonomia della tecnica, secondo questo metro di giudizio, è un'ipotesi formulata da Anders che cerca in realtà di spalancare gli occhi sulla tecnica e sul divenire della nostra umanità. Egli cerca, attraverso l'immaginazione e l'esagerazione, di riprendere la formula usata dal suo principale traduttore in Francia, Christophe David, invitando a «scruter les entrailles» [«scrutare le viscere»] delle macchine, per suscitare una reazione politica. Se Anders si trasforma nell'augure di un'escatologia svuotata da qualsiasi sostanza religiosa, lo fa solo per fare appello ad un'azione radicale, foss'anche violenta.

* Fonte: Franco Senia blogspot e 
Philitt - Revue de philosophie e de littérature -

Continua »

Print Friendly and PDF

mercoledì 18 aprile 2018

BUTTANO FUORI TSIPRAS? AUGURI....

[ 18 aprile 2018 ]

Giovedì 12 aprile, a Lisbona, è avvenuto un fatto che si presume avrà conseguenze sulla sinistra radicale europea. 
J-L Mélenchon (France Insoumise), Pablo Iglesias (Podemos) e la portoghese Catarina Martins (Bloco de Esquerda) [foto accanto], hanno firmato una Dichiarazione congiunta — che riportiamo più sotto —  dal titolo "ADESSO IL POPOLO! Per una rivoluzione democratica in Europa"Maintenant le peuple ! Pour une révolution citoyenne en Europe.
Si tratta di una dichiarazione di compromesso, che resta sul piano della "riforma della Ue", in cui le posizioni più sovraniste dei francesi sono state sfumate così da essere potabili per Podemos — sappiamo che Pablo Iglesias, personalmente, dopo l'errore del sostegno aperto a SYRIZA, è oggi molto vicino alle posizioni di Mélenchon — ed i portoghesi.
Una dichiarazione che da avvio alle grandi manovre in vista delle elezioni europee del 2019. E' nota la posizione di Mélenchon: una lista unitaria europea dalla quale cui sia però escluso Tsipras. Come segnala qui sotto Giacomo Russo Spena la dichiarazione di Lisbona avrà serie conseguenze nel campo della sinistra radicale italiana, già divisa in tre blocchi. Potere al Popolo ha subito dichiarato il suo appoggio alla Dichiarazione di Lisbona.
Se Luigi de Magistris sta con Diem25 di Yanis Varoufakis, le spoglie di Sinistra Italiana pendono per restare con Gregor Gysi, segretario ultra-europeista della Linke tedesca nonché presidente della GUE —Gruppo confederale della Sinistra Unitaria Europea.


*  *  *


I TRE FRONTI DELLA SINISTRA EUROPEA
di Giacomo Russo Spena

Questa Europa, oligarchica e diseguale, non piace. E fin qui sono tutti d'accordo. E' dopo che iniziano i drammi a sinistra: ancora è possibile cambiare l'Ue dall'interno, e come, o bisogna giungere alla rottura con essa ipotizzando un ritorno ad un nuovo nazionalismo democratico? Su questo dilemma si sta sancendo la morte della Sinistra Europea, quella che nel 2014 aveva eletto il greco Alexis Tsipras a proprio simbolo internazionale.

Ma dopo la sua resa nei confronti della Troika, l'idea di riformare l'assetto europeo dall'interno ha iniziato a vacillare. Davide non ha sconfitto Golia. Così, a sinistra, il fronte sovranista – quello che chiede la rottura con l'Unione Europea – capeggiato dal leader francese Jean-Luc Mélenchon sta spaccando il fronte del Gruppo confederale della Sinistra Unitaria Europea (Gue). Lo scorso 31 gennaio il transalpino ha chiesto formalmente al partito della Sinistra europea di “buttare fuori” Syriza. "Per il Parti de Gauche, come senza dubbio molti altri partiti dell’EMP, è effettivamente diventato impossibile stringere le spalle, nello stesso movimento, a Syriza di Alexis Tsipras", sono state le parole di Mélenchon che in Italia ha avuto rapporti con Potere al Popolo, ma ha incontrato anche Luigi de Magistris. La richiesta di esclusione di Tsipras, però, non è stata gradita dal tedesco Gregor Gysi, presidente della Sinistra Europea, e capo della Linke tedesca, che ha fatto quadrato intorno a Tsipras, rigettando la sua richiesta.

Di tutta risposta Melenchon ha lanciato questo appello a Lisbona, un accordo transnazionale siglato con la leader di Bloque de Izquierda e con Podemos (nelle veci di Pablo Iglesias). Un documento, che ha ancora un valore pressoché simbolico, ma che sicuramente agita la Sinistra Europea.

Di fatto, ora, abbiamo tre fronti.

Il primo è quello della sinistra europea, capeggiato dalla Linke e da Syriza: l'idea è di contrastare l'austerity creando una rete internazionale di forze progressiste. Rimane però il nodo di Syriza, che si è "macchiata" di essersi piegata ai valori della Troika una volta giunta al governo.

Il secondo fronte è incarnato dalla "disobbedienza europea" di Yanis Varoufakis, frontman di Diem25 ed ex ministro ellenico che ha rotto proprio con Tsipras. Nel suo progetto di costruire una lista europea transnazionale è sostenuto dai sindaci Luigi de Magistris e Ada Colau, oltre che da Benoit Hamon, già candidato alle presidenziali francesi e, fuoriuscito dal partito socialista, fondatore del movimento Génération-s – e da forze progressiste provenienti da Germania (Budnis25), Polonia (Razem), Danimarca (Alternativet), Grecia (MeRA25) e Portogallo (LIVRE). Una posizione più dura nei confronti delle Istituzioni ma il campo di battaglia rimarrebbe sempre quello europeo.

Infine, il terzo fronte: quello sovranista capeggiato appunto da Mélenchon che puntualmente scende in piazza contro l'Unione Europea sventolando la bandiera francese. Intanto Podemos, che sta nel Gue ma non nella Sinistra europea, pur firmando l'appello di Lisbona, sta stringendo rapporti anche con Varoufakis tentennando ancora su quale schieramento seguire. La situazione è in divenire e può cambiare repentinamente. Si lavora per stare insieme ma, poi, le divergenze emergono prepotentemente.

Per l'Italia c'è, invece, una certezza: la sinistra, già estremamente residuale, è già pronta a frantumarsi e dividersi nei vari blocchi. Si tifa. Chi da un lato, chi dall'altro. Chissà se alle Europee 2019, battute a parte, assisteremo veramente ad un profilarsi di liste e, a quel punto, alla scissione dell'atomo.


*  *  *

Dichiarazione di Lisbona per una rivoluzione democratica in Europa


di Catarina Martins (Bloco de Esquerda), Jean-Luc Mélenchon (La France Insoumise), Pablo Iglesias (Podemos) 

L’Europa non è mai stata ricca come ora. E non è mai stata così diseguale. A dieci anni dallo scoppio di una crisi finanziaria che i nostri popoli non avrebbero mai dovuto pagare, oggi constatiamo che i governanti europei hanno condannato i nostri popoli a perdere un decennio.


L’applicazione dogmatica, irrazionale e inefficace delle politiche di austerità non è riuscita a risolvere nessuno dei problemi strutturali che causarono quella crisi. Al contrario, ha generato un’enorme inutile sofferenza per i nostri popoli. Con la scusa della crisi e dei loro piani di aggiustamento, hanno preteso di smantellare i sistemi di diritti e protezione sociale conquistati in decenni di lotte. Hanno condannato generazioni di giovani all’emigrazione, alla disoccupazione, alla precarietà, alla povertà. Hanno colpito con particolare crudezza i più vulnerabili, quelli che più hanno bisogno della politica e dello stato. Hanno preteso di abituarci al fatto che ogni elezione diventi un plebiscito tra lo status quo neoliberista e la minaccia dell’estrema destra.

È ora di rompere la camicia di forza dei trattati europei che impongono l’austerità e favoriscono il dumping fiscale e sociale. È ora che chi crede nella democrazia faccia un passo in avanti per rompere questa spirale inaccettabile. Abbiamo bisogno di mettere un sistema ingiusto, inefficace e insostenibile al servizio della vita e sotto il controllo democratico della cittadinanza. Abbiamo bisogno di istituzioni al servizio delle libertà pubbliche e dei diritti sociali, che sono la base materiale stessa della democrazia. Abbiamo bisogno di un movimento popolare, sovrano, democratico, che difenda le migliori conquiste delle nostre nonne e dei nostri nonni, dei nostri padri e delle nostre madri, e che possa lasciare un ordine sociale giusto, praticabile e sostenibile alle generazioni che verranno.

Con questo spirito di disobbedienza di fronte all’esistente, di ribellione democratica, di fiducia nella capacità democratica dei nostri popoli di fronte al progetto fallito delle élite di Bruxelles, oggi facciamo, a Lisbona, un passo avanti. Lanciamo un appello ai popoli d’Europa perché si uniscano alla sfida di costruire un movimento politico internazionale, popolare e democratico per organizzare la difesa dei nostri diritti e la sovranità dei nostri popoli di fronte a un ordine fragile, ingiusto e fallito che ci porta con passo deciso verso il disastro.

Chi condivide la difesa della democrazia economica, contro i grandi imbroglioni e l’1% che controlla più ricchezza del resto degli abitati di tutto il pianeta; della democrazia politica contro chi resuscita le bandiere dell’odio e della xenofobia; della democrazia femminista, contro un sistema che discrimina ogni giorno e in ogni ambito della vita metà della popolazione; della democrazia ecologista, contro un sistemo economico insostenibile che minaccia la sostenibilità della vita stessa nel pianeta; della democrazia internazionale e della pace, contro chi costruisce una volta di più l’Europa della guerra; chi condivide la difesa dei diritti umani e i principi fondamentali del buon vivere troverà in questo movimento la propria casa. Ci stiamo stancati di aspettare.

Ci siamo stancati di credere a chi ci governa da Berlino e da Bruxelles. Ci mettiamo all’opera per costruire un nuovo progetto di ordine per l’Europa. Un ordine democratico, giusto ed equo, che rispetti la sovranità dei popoli. Un ordine all’altezza dei nostri desideri e delle nostre necessità. Un ordine nuovo, al servizio del popolo».

Continua »

Print Friendly and PDF

I DIRITTI DEI ROBOT?

[ 18 aprile 2018 ]

Il 12 aprile scorso davamo conto dell'iniziativa Campaign to Stop Killer Robots. [1]
Questa campagna, pur concentrandosi su un aspetto, tira in ballo la più ampia questione dell'Intelligenza Artificiale (AI), e degli enormi e inquietanti mutamenti economici, sociali, politici ed etici che solleva.
Che la sfida dell'AI sia uno dei terreni strategici di scontro tra le potenze ce lo conferma Maurizio Molinari con un editoriale su LA STAMPA dell'8 aprile.
L'opinione pubblica, o meglio, i cittadini, sono largamente all'oscuro della vicenda.
Non sanno ad esempio che la Commissione dell'Unione europea sta varando una norma per attribuire ai robot uno specifico status giuridico.
Contro questa eventualità 156 esperti di AI hanno scritto una lettera di protesta: «sarebbe inappropriato e privo di senso sia da un punto di vista etico che legale, e una simile norma può inoltre violare i diritti umani». 

*  *  *

L'APPELLO DEGLI SCIENZIATI CONTRO LO STATO GIURIDICO DEI ROBOT

156 esperti di intelligenza artificiale di 14 paesi 
hanno scritto una lettera aperta all’Europarlamento
di Vittorio Sabadin


Rinviando molti dossier ancora aperti sui diritti umani, il Parlamento europeo ha deciso di occuparsi di un tema che ritiene più urgente: i diritti dei robot. La possibilità che la Commissione stia per varare una norma che conferisca uno stato giuridico ai robot è ritenuta così concreta che 156 esperti di intelligenza artificiale di 14 paesi hanno scritto una lettera aperta all’Europarlamento, invitandolo letteralmente a non credere a quello che si vede nelle science-fiction televisive. Conferire uno stato giuridico ai robot – scrivono gli scienziati – «sarebbe inappropriato e privo di senso sia da un punto di vista etico che legale, e una simile norma può inoltre violare i diritti umani».

Tutto è cominciato nel gennaio scorso, quando tra le righe di un provvedimento varato a Bruxelles è apparsa una raccomandazione a occuparsi degli aspetti legali dell’intelligenza artificiale e in particolare di stabilire di chi fosse la responsabilità in caso di incidenti causati da un robot. Nel lungo termine, si auspicava, sarebbe stato opportuno attribuire ai robot uno stato giuridico che li trasformasse da un neutro agglomerato di plastica, metallo e circuiti in una vera e propria «persona elettronica», responsabile di quello che fa.

Mady Delvaux, parlamentare europea del Lussemburgo, è una delle principali sostenitrici del provvedimento, perché «più i robot diventano efficienti e capaci di imparare da soli e più saranno necessarie nuove regole: abbiamo così chiesto alla Commissione di studiarle». E’ evidente che il primo campo di applicazione dello stato giuridico di un robot potrà essere quello delle auto che si guidano da sole e che hanno già causato parecchi incidenti dei quali non si può individuare il responsabile.

Ma i firmatari della lettera aperta - tra i quali ci sono anche Nathalie Nevejans dell’Université d’Artois francese, un’esperta di etica nella robotica che lavora a Bruxelles, e Noel Sharkey, professore emerito all’Università di intelligenza artificiale e robotica all’Università di Sheffield – pensano che conferire uno stato giuridico ai robot otterrà un effetto opposto a quello che si dichiara: servirà solo a sollevare le aziende che li producono da ogni colpa per il comportamento dei loro prodotti, che come «persone elettroniche» saranno responsabili delle loro azioni.
«La Commissione – scrivono gli esperti - ha detto che sta considerando la possibilità di creare nel lungo periodo uno specifico stato giuridico per i robot, in modo che i robot più sofisticati possano avere lo status di persone elettroniche responsabili, in grado di porre rimedio a ogni danno che possono causare quando interagiscono con terze parti». Ma questa idea, aggiungono, «sopravvaluta le attuali possibilità dei robot più avanzati, dimostra una conoscenza superficiale dell’imprevedibilità dei comportamenti e delle capacità di autoapprendimento, e rivela una percezione dei robot distorta dalla science-fiction e da alcuni recenti annunci sensazionalistici della stampa».

C’è ancora tempo, insomma, per pensare allo stato giuridico delle persone elettroniche. Sarebbe più urgente, se mai – già scrivevano i giornali inglesi ironizzando sulle priorità di Bruxelles - occuparsi delle migliaia di persone ancora fatte di carne e di ossa, che a causa dei robot hanno già perso o perderanno presto il lavoro.

NOTE

[1] Che cos'è un "robot killer"? E' un diabolico sistema di armi che identifica, seleziona e impiega forza letale contro obiettivi in modo pressoché autonomo, senza cioè che dipenda da un effettivo controllo umano.
Una riunione internazionale è prevista per il prossimo mese di novembre. Di che si tratta? Del fatto che molti dei cervelli, delle università e dei centri di ricerca lavorano all'applicazione militare della cosiddetta "Intelligenza artificiale". In particolare alla costruzione di Robot killer.
In prima linea su questo fronte stanno Stati Uniti, Cina, Israele, Corea del Sud, Russia e Regno Unito. Questi paesi stanno appunto indirizzando ricerca e industria high-tech per costruire droni armati e altri sistemi letali di armi autonome con livelli decrescenti di controllo umano.
I promotori della campagna (tra cui scienziati e premi nobel) avvertono che l'uso dell'intelligenza artificiale sta rendendo sempre più pratico progettare e rendere operativi sistemi d'arma che possono colpire il bersaglio e attaccare senza alcun reale controllo umano.
Se la tendenza all'autonomia dell'AI militare continua, gli umani possono iniziare a vedersi sfuggire il controllo decisionale di alcune azioni di guerra, mantenendo soltanto un ruolo secondario e/o di limitata supervisione —limitandosi ad impostare aleatori parametri di missione.
Da sottolineare che questi robot assassini possono essere programmati non solo per l'uso sui campi di battaglia ma anche in operazioni di polizia e di repressione dei conflitti sociali.

Continua »

Print Friendly and PDF

martedì 17 aprile 2018

TRUFFA A CINQUE STELLE

[ 17 aprile 2018 ]

Una cosa così non si era mai vista!

La cupola M5S ha sostituito i 20 pdf del PROGRAMMA ELETTORALE (approvati dalla base) con altri totalmente diversi. Soprattutto in politica estera.

Noi l'avevamo denunciato ieri —SIRIA, DI MAIO, VERGOGNA.

Il Foglio conferma:
 «Qualcuno al vertice del partito, probabilmente Di Maio (...) con il placet di Casaleggio (...), ha sostituito il programma votato dagli iscritti con un altro completamente differente (...). I venti pdf che componevano il programma votato online (...) sono stati sostituiti da venti pdf diversi, a cui ne sono stati aggiunti quattro su temi mai proposti né votati su Rousseau».
Non ci credete? pensate sia incredibile?
Leggere per credere!



Continua »

Print Friendly and PDF

NO INCIUCI! CI VEDIAMO SOTTO IL PARLAMENTO!

[ 17 aprile 2018 ]

Un Comitato di Liberazione Nazionale per  un "governo costituzionale di salute pubblica".

Il 13 aprile scorso IL FATTO QUOTIDIANO pubblicava un Appello a firma di Ugo Mattei e Alberto Lucarelli.

QUI  l'intervista ai due autori.

Malgrado i suoi limiti esso raccoglie un esigenza condivisibile, quella che prenda vita un governo che rispetti la volontà di rottura che la maggioranza degli italiani ha espresso col voto del 4 marzo.

I promotori non si spingono, come noi abbiamo fatto, a chiedere a Di Maio e Salvini di smettere di fare melina e dare vita a questo governo (ne hanno i numeri!), pongono tuttavia l'esigenza che prenda forma — come noi chiediamo da tempo — un Comitato di Liberazione Nazionale quindi un "governo costituzionale di salute pubblica".

La proposta è quindi quella di una manifestazione nazionale sotto il Parlamento.

Nell'Appello pubblicato su Facebook e rivolto anzitutto al M5S, leggiamo:
«Facciamo appello a tutte le forze e ai singoli attivi sul piano politico, sindacale, sociale e intellettuale che hanno mantenuto e meritato la fiducia di larghi strati di masse popolari del nostro paese, per avere agito con coerenza, determinazione e onestà a fronte dell’attacco dei fautori delle Larghe Intese che a seconda delle opportunità si sono presentati come di sinistra o di destra, e che nell’un caso e nell’altro si sono comportati e si comportano come forza di occupazione, conducendo contro la grande maggioranza della popolazione italiana una sorta di guerra. Facciamo appello a queste forze e ai singoli perché si uniscano in un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, che liberi il paese da questi occupanti e ne avvii la ricostruzione con criteri nuovi, informati ai valori della condivisione dell’inclusione sociale, dei beni comuni e dell’ecologia».
A questo scopo hanno indetto un'assemblea che si svolgerà a Torino domani, 18 aprile, presso la Cavallerizza Reale alle ore 18:30.

Il testo integrale dell'Appello:


«Beni Comuni
ricostruzione di percorsi di lotta

Questa politica, e queste coalizioni delle Larghe Intese, hanno subito una sconfitta pesante nelle elezioni del marzo 2016.
Questa è una terza sconfitta delle coalizioni delle Larghe Intese, dopo la seconda, quella del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 e la prima, quella del referendum sull’acqua e gli altri beni comuni del 2011. Il nemico è chiaro e altrettanto lo sono le emergenze di salute pubblica che il Governo Costituzionale deve iniziare ad affrontare e solo affrontandole seriamente avrà il sostegno popolare e della società civile. La forza politica che per tre volte ha sconfitto le Larghe Intese e le loro politiche neoliberiste è quella popolare. I parlamentari si schierino con questa forza nel suo scontro mortale con le forze delle Larghe Intese, le forze di un regime dove si muore sul lavoro e per mancanza di lavoro, per povertà, per inquinamento e devastazione dell’ambiente, per furto delle risorse necessarie per vivere. I parlamentari sostengano le forze popolari, che si organizzano per opporsi a queste coalizioni che nel paese agiscono senza interesse a conservarne e riprodurne le risorse materiali, intellettuali e morali, ma tentando con ogni mezzo di
appropriarsene e svenderle, come forze di occupazione e con l’arroganza delle forze di occupazione. Sostengano i lavoratori e le lavoratrici che si organizzano in difesa del lavoro sul territorio nazionale in FCA, alla ex Lucchini di Piombino, alla Rational di Massa, e chi si organizza per il recupero dei beni comuni, e per la difesa dell’ambiente in migliaia di luoghi in tutto il territorio nazionale.

I parlamentari indichino le personalità più coerenti con implementazione del programma di Salute Pubblica.
L’apparato di riferimento è nell’ Art. 1 (lavoro, democrazia e sovranità popolare) e nell’ Art. 3 della Costituzione: “È compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini
impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione… politica economica e sociale…”. Il Governo Costituzionale, e perciò antifascista, svolga un’azione di legislatura nei seguenti ambiti:
1. Abolizione del Job’s Act lotta al lavoro precario.
2. Abolizione della legge Fornero.
3. Ripristino e ricreazione di spazi di democrazia effettiva, oltre le scadenze elettorali, per una partecipazione crescente della grande maggioranza della popolazione del nostro paese alla gestione
delle società e della propria vita.
4. Grande piano di cura del territorio per generare lavoro, per la difesa dei beni comuni e dell’ambiente.
5. Rinegoziazione radicale delle obbligazioni internazionali, a partire da quelle con Eurogruppo e quelle per le spese militari.

Il M5S, unica forza che dalle sue origini si è opposta ai fautori delle Larghe Intese, si faccia promotore dell’abolizione delle leggi più infami prodotte negli ultimi anni, instauri il reddito di cittadinanza, fermi la prvatizzazione e la svendita di aziende e servizi pubblici, assicuri la vita di ILVA, Embraco, Rational, Alitalia, FCA, ex Lucchini e di tutte le aziende condannate, nazionalizzando o commissariando dove i proprietari insistono a chiudere o delocalizzare, impedendo il trasferimento degli impianti, sostenendo i lavoratori che si organizzano, riconvertendo le aziende inutili o dannose e giovandosi dell’applicazione dell’informatica alla produzione per ridurre il tempo di lavoro e fare delle aziende centri di iniziativa, formazione e attività politica, di animazione sociale, di collaborazione con il sistema di istruzione, centri di cura e miglioramento del territorio. Questo sarà un primo passo verso un rinnovamento radicale del paese, che troverà indubbiamente il sostegno e la partecipazione della maggioranza della sua popolazione, a partire dai lavoratori e dalle lavoratrici, dai giovani, dalle donne, come lo è stato ai tempi della Resistenza contro il nazifascismo. Il M5S e le forze che collaboreranno al nuovo governo si facciano rappresentanti di questa maggioranza, dei suoi interessi e delle sue aspirazioni, e in essa troveranno le risorse per superare ogni difficoltà di fronte a ogni forza avversa, interna ed esterna.

Facciamo ugualmente appello a tutte le forze e ai singoli attivi sul piano politico, sindacale, sociale e intellettuale che hanno mantenuto e meritato la fiducia di larghi strati di masse popolari del nostro paese, per avere agito con coerenza, determinazione e onestà a fronte dell’attacco dei fautori delle Larghe Intese che a seconda delle opportunità si sono presentati come di sinistra o di destra, e che nell’un caso e nell’altro si sono comportati e si comportano come forza di occupazione, conducendo contro la grande maggioranza della popolazione italiana una sorta di guerra. Facciamo appello a queste forze e ai singoli perché si uniscano in un nuovo Comitato di Liberazione Nazionale, che liberi il paese da questi occupanti e ne avvii la ricostruzione con criteri nuovi, informati ai valori della condivisione dell’inclusione sociale, dei beni comuni e dell’ecologia.
Invitiamo singoli ed organizzazioni alla Cavallerizza di Torino luogo in cui da quattro anni la lotta per i beni comuni si è concretizzata in un dialogo fecondo fra artisti, giuristi lavoratori precari e altre soggettività sociali in cui le masse popolari si autogovernano nella resistenza al neoliberismo».

Continua »

Print Friendly and PDF

FERMARE LA GUERRA: MOBILITAZIONI IN CORSO

[ 17 aprile 2018 ]


Informiamo i nostri lettori della capitale, invitandoli a partecipare, che oggi, a partire dalle ore 15.00, si svolgerà in Piazza Vidoni a Roma un presidio contro la guerra. Il presidio è promosso da varie forze tra cui Potere al Popolo.

Dopodomani, Giovedì 19 aprile, se ne svolgerà un altro promosso dal sindacalismo di base. Concentramento alle 16,30  in Piazza Barberini, sempre a Roma.

Qui sotto il testo di convocazione.


*  *  *  


La Guerra è contro i lavoratori e i ceti popolari

“Alla fine della guerra tra i vinti faceva la fame la povera gente, tra i vincitori faceva la fame la povera gente ugualmente”(B.Brecht). I lavoratori, contro i quali si combatte una guerra interna che toglie loro il reddito, diritti e welfare, devono sapere che il rischio di una guerra devastante non è mai stato così alto e che serve una mobilitazione per opporsi alla guerra “esterna” e a quella “interna”.

NON ESISTONO BOMBE INTELLIGENTI e GUERRE UMANITARIE, la guerra è sempre promossa per disegni imperialistici e di sopraffazione. E in Medio Oriente, per le sue ricchezze e la posizione strategica, il conflitto è stato intensificato negli ultimi venti anni con un copione che si ripete: un pretesto per muovere guerra, il mostro di turno da presentare all’opinione pubblica e si avvia la guerra con migliaia di morti civili come tragico risultato. Solo dopo aver fatto la guerra in Iraq, Blair riconobbe che erano inesistenti le tanto decantate armi di distruzione di massa, con buona pace delle centinaia di migliaia di civili uccisi.

Oggi tocca alla SIRIA; a Douma, sarebbero state usate armi chimiche provocando morti e civili e, senza accertare se ciò sia accaduto realmente, senza alcuna delibera delle istituzioni nazionali e internazionali, Trump con un messaggino ci avvisa che darà una lezione ad Assad, quasi come se giocasse alla play station. Questa volta Macron fa il Blair e assicura che le armi chimiche sono state davvero usate ed è pronto per la guerra! Gli stessi difensori dell’umanità, non dimostrano la stessa sensibilità nei confronti delle azioni perpetrate contro la popolazione civile dello Yemen, ad Afrin contro i Curdi, in Palestina, dove ISRAELE ha fatto di Gaza un enorme campo di concentramento e si allena con il tirassegno sui palestinesi.

I TRE PAESI (USA-FRANCIA e GRAN BRETAGNA), che bombardano ora in SIRIA, sono i principali trafficanti di armi nello scenario di guerra. Nel 2018, in Italia, si spenderanno 23 miliardi di euro (64 milioni di euro al giorno), di cui 15,5 per il rinnovo degli armamenti, ossia per avere armamenti idonei a uccidere meglio.

La guerra va respinta e impedita! 
SCENDIAMO IN PIAZZA 

Il sindacalismo di base organizza iniziative anche a Milano, Firenze, Genova, Torino, Napoli e Palermo per dire NO alla GUERRA e alle SPESE MILITARI.

Firmatari: C.U.B., SI-Cobas, S.G.B.



Continua »

Print Friendly and PDF

LA PAGINA FACEBOOK DEL MOVIMENTO POPOLARE DI LIBERAZIONE - P101

LA PAGINA FACEBOOK DI SOLLEVAZIONE

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (789) euro (727) crisi (627) economia (541) sinistra (478) finanza (265) Movimento Popolare di Liberazione (243) grecia (237) M5S (235) sfascio politico (235) elezioni (226) resistenza (222) teoria politica (215) banche (204) imperialismo (199) internazionale (199) Leonardo Mazzei (184) risveglio sociale (184) sovranità nazionale (182) P101 (181) alternativa (168) seconda repubblica (167) Moreno Pasquinelli (164) Syriza (151) Tsipras (145) Matteo Renzi (127) debito pubblico (117) antimperialismo (115) PD (105) marxismo (105) sovranità monetaria (104) democrazia (103) spagna (102) destra (101) sollevazione (99) Grillo (94) costituzione (94) neoliberismo (93) berlusconismo (91) proletariato (91) Francia (88) filosofia (85) islam (85) elezioni 2018 (82) austerità (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (77) piemme (75) Germania (74) Stati Uniti D'America (74) programma 101 (74) referendum costituzionale 2016 (74) sindacato (73) populismo (72) Mario Monti (71) bce (70) Stefano Fassina (69) immigrazione (69) Alberto Bagnai (68) capitalismo (66) sinistra anti-nazionale (66) Carlo Formenti (65) guerra (65) Libia (63) Podemos (63) capitalismo casinò (61) Rivoluzione Democratica (59) Medio oriente (58) globalizzazione (58) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (56) rifondazione (55) CLN (54) Sicilia (54) Siria (54) Sergio Cesaratto (52) Alexis Tsipras (51) Lega Nord (51) cinque stelle (51) referendum (51) socialismo (51) geopolitica (50) Movimento dei forconi (49) immigrati (49) fiat (48) sovranità popolare (48) Pablo Iglesias (47) legge elettorale (47) sinistra sovranista (46) Alitalia (45) Nichi Vendola (45) campo antimperialista (45) renzismo (45) sovranismo (45) Beppe Grillo (44) Emmezeta (43) Troika (43) astensionismo (43) inchiesta (43) neofascismo (43) moneta (42) Yanis Varoufakis (41) solidarietà (41) Russia (40) brexit (40) Matteo Salvini (39) proteste operaie (38) Diego Fusaro (37) Fiorenzo Fraioli (37) italicum (37) liberismo (37) Mario Draghi (36) Mimmo Porcaro (36) Luciano Barra Caracciolo (35) Marine Le Pen (35) Ugo Boghetta (35) immigrazione sostenibile (35) sionismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) egitto (34) fiscal compact (34) Lega (33) Manolo Monereo (33) azione (33) palestina (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Giorgio Cremaschi (32) ISIS (32) default (32) fiom (32) Forum europeo 2016 (31) Israele (31) Sel (31) Ucraina (31) governo Renzi (31) populismo di sinistra (31) unità anticapitalisa (31) Merkel (30) Sandokan (28) eurostop (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) nazione (27) xenofobia (27) catalogna (26) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Karl Marx (25) Nello de Bellis (25) elezioni siciliane 2017 (25) silvio berlusconi (25) Europa (24) Luigi Di Maio (24) Aldo Giannuli (23) Donald Trump (23) Stato di diritto (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Quantitative easing (22) ecologia (22) finanziarizzazione (22) nazionalismi (22) Chianciano Terme (21) Fabio Frati (21) Front National (21) Lavoro (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) USA (21) Unità Popolare (21) scuola (21) Marcia della Dignità (20) Nato (20) etica (20) nazionalizzazione (20) patriottismo (20) repressione (20) uscita dall'euro (20) Laikí Enótita (19) Regno Unito (19) Roma (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) cina (19) fronte popolare (19) keynes (19) religione (19) scienza (19) Izquierda Unida (18) Movimento 5 Stelle (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) iraq (18) pace (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Mariano Ferro (17) Pier Carlo Padoan (17) Venezuela (17) iran (17) razzismo (17) storia (17) Emmanuel Macron (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Jacques Sapir (16) Marco Mori (16) Norberto Fragiacomo (16) Tonguessy (16) ballottaggi (16) coordinamento no-euro europeo (16) euro-germania (16) melenchon (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Renzi (15) Vladimiro Giacchè (15) antifascismo (15) emigrazione (15) indipendenza (15) nazionalismo (15) piattaforma eurostop (15) 15 ottobre (14) Brancaccio (14) Cremaschi (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Monte dei Paschi (14) Putin (14) Stato Islamico (14) Vincenzo Baldassarri (14) casa pound (14) obama (14) salerno (14) sciopero (14) Bersani (13) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) acciaierie Terni (13) ambiente (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) lotta di classe (13) umbria (13) D'alema (12) Enrico Grazzini (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Negri (12) Perugia (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) internazionalismo (12) internet (12) piano B (12) senso comune (12) tecnoscienza (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) De Magistris (11) Gennaro Zezza (11) Reddito di cittadinanza (11) Turchia (11) Wilhelm Langthaler (11) chiesa (11) comunismo (11) corruzione (11) cosmopolitismo (11) cultura (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) keynesismo (11) media (11) ordoliberismo (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Alitalia all'Italia (10) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Daniela Di Marco (10) Def (10) Esm (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) Mauro Pasquinelli (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) appello (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) golpe (10) povertà (10) presidenzialismo (10) tasse (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Bernie Sanders (9) Campagna eurostop (9) Costas Lapavitsas (9) Dicotomia (9) Fausto Bertinotti (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Lista del Popolo (9) Paolo Ferrero (9) Papa Francesco (9) Portogallo (9) Risorgimento Socialista (9) Salvini (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) analisi politica (9) bail-in (9) diritti civili (9) diritto (9) europeismo (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) sindacalismo di base (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) George Soros (8) Giulietto Chiesa (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ilva (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Mirafiori (8) Paolo Barnard (8) Quirinale (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) classi sociali (8) deficit (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) liberalismo (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) privatizzazioni (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) sociologia (8) svalutazione (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) vaccini (8) Alessandro Di Battista (7) Alternative für Deutschland (7) Argentina (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Claudio Borghi (7) Cub Trasporti (7) Domenico Moro (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Pil italiano (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) debitocrazia (7) derivati (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) manifestazione (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) questione nazionale (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) tecnologie (7) trasporto pubblico (7) Alessandro Visalli (6) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Dino Greco (6) Eugenio Scalfari (6) Flat tax (6) Foligno (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Giuseppe Angiuli (6) Gran Bretagna (6) Lenin (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Massimo Bontempelli (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Savona (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Sandro Arcais (6) Sergio Mattarella (6) Stato (6) Teoria Monetaria Moderna (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) autodeterminazione dei popoli (6) automazione (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) facebook (6) fascismo (6) fisco (6) governo Gentiloni (6) il pedante (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) magistratura (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) potere al popolo (6) rivolta (6) suicidi (6) suicidi economici (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) Aldo Zanchetta (5) Anguita (5) Assad (5) Carl Schmitt (5) Dario Guarascio (5) Dimitris Mitropoulos (5) Eos (5) Federalismo (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) France Insoumise (5) Franco Bartolomei (5) Franco Busalacchi (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Luca Massimo Climati (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Pardem (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pcl (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato di Polizia (5) Stato nazione (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) ideologia (5) il manifesto (5) jihadismo (5) laicismo (5) migranti (5) pomigliano (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) tremonti (5) ALBA (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Angelo Panebianco (4) Anna Falcone (4) Antonio Ingroia (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Frente civico (4) GIAPPONE (4) Giorgia Meloni (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Jeremy Corbyn (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi De Magistris (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Macron (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Papa Bergoglio (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Seconda Assemblea P101 (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Ungheria (4) Varoufakis (4) Viktor Orban (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) bankitalia (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donna (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) medicina (4) mediterraneo (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) questione femminile (4) risparmio (4) seminario (4) spending review (4) spesa pubblica (4) tecnica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Africa (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alessandro Chiavacci (3) Alessia Vignali (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Antonio Amoroso (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Cerveteri Libera (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fronte Sovranista Italiano (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Governo giallo-verde (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Martin Heidegger (3) Marx (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Thomas Fazi (3) Toni negri (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Visco (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) decreto vaccini (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) donne (3) economia sociale di mercato (3) forza nuova (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) italia (3) legge del valore (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) partito democratico (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) robotica (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) senato (3) sme (3) socialdemocrazia (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) trattati europei (3) tv (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Ahmadinejad (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Amando Siri (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Arabia saudita (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Bloco de Esquerda. (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Die Linke (2) Diem25 (2) Diosdado Toledano (2) Don Giancarlo Formenton (2) EDWARD SNOWDEN (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) Ernesto Laclau (2) Ettore Livini (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Grottaminarda (2) Guido Grossi (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hezbollah (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Minenna (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mario Volpi (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Palermo (2) Paolo Becchi (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Regioni autonome (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antisemitismo (2) banche venete (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comunicazione (2) crisi di governo (2) curdi (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) eugenetica (2) expo (2) export (2) fabrizio Marchi (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) giornalismo (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) libano (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) psicanalisi (2) razionalismo (2) reddito di base (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) rossobrunismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) social media (2) società (2) sondaggi (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) transumano (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Armando Siri (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo Clericetti (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) F.f (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Bonali (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Grassa (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rizzo (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Militant (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moscovici (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) Nicaragua (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito comunista (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Ferretti (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Stefano Zecchinelli (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) biotecnocrazia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) calcio (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) embraco (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fake news (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) femminismo (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge Madia (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) legge di stabilità 2018 (1) leva (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberi e uguali (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) militarismo (1) minibot (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) molestie (1) monetarismo (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no vax (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) pecchioli luigi (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) recensioni (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) seminario teorico (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra patriottica (1) sinistra transgenica (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)